Anche a Milano Marittima si celebrano i 500 anni del Miracolo

Tagete, agerato e salvia farinacea: sono queste le tre varietà di fiori che compongono l’aiuola realizzata da cittadini trevigliesi a Milano Marittima (rotonda Cadorna) per la manifestazione «Cervia in Fiore», un appuntamento irrinunciabile per la nostra città.
Sono tre, quest’anno, i temi che vengono «raccontati» con fiori e arte locale: i 500 anni del Miracolo delle Lacrime, la mobilità dolce (con la scelta ecologica di Treviglio di dotarsi di una bicipolitana) e la pace. È proprio per rendere immediatamente, anche a livello visivo, l’importante tema della pace che sono stati scelti fiori annuali di colore giallo e azzurro, in tinta con la bandiera dell’Ucraina.

Stefano Cerea, tecnico comunale responsabile del verde, si è occupato della realizzazione materiale dell’aiuola insieme a Marino Mariani, Cristiano Possenti (entrambi del comune di Treviglio) e Claudio Ornaghi (in rappresentanza di Aribi, associazione di mobilità dolce). Per l’installazione sono stati coinvolti anche tre artisti locali: Giuliano Gaigher (che ha realizzato in vetro la sagoma del Santuario e il logo dei 500 anni), Silver Plachesi (sua la bicicletta costruita con materiali di scarto) e Bruno Manenti (immancabile una sua bella scultura in legno).
L’aiuola può essere già ammirata in questi giorni, ma sarà inaugurata ufficialmente martedì 14 giugno alla presenza del sindaco Juri Imeri.

Progetto Street art in oratorio

Sabato 14 maggio alle ore 15.30 in via Leonardo da Vinci a Treviglio (BG) verrà inaugurato un nuovo murales realizzato su una parete esterna dell’oratorio Sant’Agostino.
Il progetto di riqualificazione della parete si inserisce negli eventi che celebrano il 500esimo anniversario del Miracolo della Madonna delle Lacrime, avvenuto a Treviglio il 28 febbraio del 1522. Tra i vari obiettivi del programma di eventi del 500enario si trova infatti anche la realizzazione di progetti con una ricaduta sociale: il murales è uno di questi.
Si tratta di un’opera pittorica dallo stile moderno realizzata dall’associazione culturale Truequality, ha una evidente simbologia che richiama al Miracolo e diversi altri elementi che verranno illustrati durante la presentazione.
La riqualificazione è stata possibile grazie a una partnership nata fra Comitato Treviglio22 (organizzatore del 500enario) e il Centro Commerciale Treviglio. Di seguito, i commenti dei due enti coinvolti.

Eleonora Pilotta Shopping Center Manager Treviglio: «Per l’anno 2022 il Centro Commerciale Treviglio ha scelto di uscire dal proprio ruolo meramente commerciale per legarsi maggiormente al territorio attraverso iniziative responsabili. La prima di queste è dedicata al rispetto per l’ambiente, argomento supportato dal Centro Commerciale attraverso diverse attività, tra cui l’abbellimento di aree situate all’interno delle realtà trevigliesi che hanno partecipato con grande entusiasmo al progetto. Prima tappa, grazie ad una partnership nata fra Comitato Treviglio22 e il Centro Commerciale stesso, è l’oratorio Sant’Agostino in via Leonardo Da Vinci presso il quale si è deciso di personalizzare una grande parete con un murales realizzato da True Academy; un’opera astratta che richiama da una parte l’ecosostenibilità tanto promossa dal Centro Commerciale tramite l’utilizzo di cromie particolari legate alla terra e alla vegetazione, dall’altra la commemorazione del Cinquecentenario del Miracolo della Madonna delle Lacrime».

Luca Secchi, comitato Treviglio22: «La riqualificazione degli oratori è una progettualità che ricade fra gli intenti che ci siamo prefissati come Comitato Organizzatore dei 500 anni del Miracolo della Madonna delle Lacrime. In questo anno così importante per la nostra comunità vogliamo porre le basi anche per attività sociali che durino nel tempo. A sposare immediatamente questa filosofia abbiamo trovato il sostegno della Direttrice del Centro Commerciale di Treviglio, Eleonora Pilotta, con la quale abbiamo siglato una partnership preziosa. Il primo progetto che sarà completamente sostenuto dal Centro Commerciale di Treviglio sarà la riqualificazione della parete dell’Oratorio di Sant’Agostino che si affaccia su via Leonardo da Vinci con un’opera di street art. Un’attività che punta a rilanciare l’oratorio come punto importante di aggregazione per i giovani».

Le parole di Papa Francesco

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Ringrazio il Parroco per le sue parole e ricambio di cuore il saluto del vostro Arcivescovo. Grazie di essere venuti numerosi! Tanti! Forse a casa è rimasta… chi? La Madonna!

Madonna delle Lacrime. Non è l’unico Santuario con questo titolo. Viene in mente subito quello di Siracusa; ma il vostro è molto più antico, si celebrano i cinquecento anni. Poi è celebre il pianto della Vergine nell’apparizione a La Salette.

Le lacrime di Maria sono un riflesso delle lacrime di Gesù. Gesù ha pianto, il Vangelo ci riporta due episodi: sulla tomba dell’amico Lazzaro (cfr Gv 11,35) e davanti a Gerusalemme (cfr Lc 19,41). In entrambi i casi furono lacrime di dolore. Ma possiamo immaginare che Gesù abbia pianto anche di gioia, ad esempio quando vedeva i piccoli, gli umili del popolo accogliere con entusiasmo il Vangelo.

Maria, la Madre, è la prima discepola. È più discepola che Madre. Ha seguito il Figlio in tutto, anche nella santità dei sentimenti, delle emozioni, anche nel riso e nel pianto. Sicuramente dai suoi occhi scesero lacrime di gioia quando diede alla luce Gesù nella stalla di Betlemme, e quando vide i pastori e i Magi prostrarsi davanti a Lui. E pianse lacrime amare, alla fine, quando lo seguiva lungo la via dolorosa, e mentre stava sotto la croce. La Madonna che piange.

Le lacrime di Maria sono state trasformate dalla grazia di Cristo, come tutta la sua vita, tutto il suo essere, tutto in Maria è trasfigurato nella perfetta unione con il Figlio, con il suo mistero di salvezza. Perciò quando Maria piange, le sue lacrime sono segno della compassione di Dio. Dio ha compassione per noi, sempre; e Dio vuole perdonarci. E vi ricordo una cosa: Dio perdona sempre! Sempre! Siamo noi a stancarci di chiedere il perdono. E per questo le lacrime della Madonna sono un segno della compassione di Dio, che con questa compassione ci perdona sempre; sono un segno del dolore di Cristo per i nostri peccati, per il male che affligge l’umanità, specialmente i piccoli e gli innocenti, che sono coloro che soffrono.

Come Lei, don Norberto, giustamente ha detto, le lacrime di Maria sono anche segno del pianto di Dio per le vittime della guerra che sta distruggendo non solo l’Ucraina; siamo coraggiosi e diciamo la verità: sta distruggendo tutti i popoli coinvolti nella guerra. Tutti. Perché la guerra non solo distrugge il popolo sconfitto, no, distrugge anche il vincitore; distrugge anche coloro che la guardano con notizie superficiali per vedere chi è il vincitore, chi è lo sconfitto. La guerra distrugge tutti. Attenti a questo. Al suo Cuore immacolato abbiamo affidato la nostra supplica, e siamo certi che la Madre l’ha accolta e intercede per la pace, perché lei è la Regina della Pace. È la Madre della Pace. E domani sarà la Domenica della Misericordia. Lei è la Madre della Misericordia. Sa cosa significa misericordia, perché “l’ha tolta” da Dio.

Da cinque secoli la vostra terra è irrigata dalle lacrime di Maria; di generazione in generazione il vostro popolo è accompagnato dalla sua tenerezza materna. Lei, la Madre, vi insegna a non avere vergogna delle lacrime. No, non dobbiamo vergognarci di piangere, anzi, i santi ci insegnano che le lacrime sono un dono, a volte una grazia, un pentimento, una liberazione del cuore. Piangere vuol dire aprirsi, rompere il guscio di un io chiuso in sé stesso e aprirsi all’Amore che ci abbraccia, che sempre ci attende per perdonarci. Così è il cuore di Dio. Dio è in attesa. In attesa di che? Del perdono, di perdonarci. È un inquieto, è un incorreggibile: vuole perdonare, perdonare… Soltanto chiede che noi gli chiediamo il perdono. Aprirsi al Padre buono e anche aprirsi ai fratelli. Lasciarsi intenerire, lasciarsi commuovere dalle ferite di chi incontriamo lungo il cammino; saper condividere, saper accogliere, saper gioire con chi gioisce e piangere con chi piange.

Io credo che noi, il nostro tempo – parlo in genere –, abbiamo perso l’abitudine di piangere “bene”. Forse piangiamo quando succede qualcosa che ci tocca o quando tagliamo la cipolla. Ma il pianto che viene dal cuore, il pianto vero come quello di Pietro quando si pentì, come quello della Madonna… La nostra civiltà, i nostri tempi, hanno perso il senso del pianto. E noi dobbiamo chiedere la grazia di piangere davanti alle cose che vediamo, davanti all’uso che si fa dell’umanità, non solo le guerre – ne ho parlato – ma lo scarto, i vecchi scartati, i bambini scartati anche prima di nascere… Tanti drammi di scarto: quel povero che non ha da vivere è scartato; le piazze, le strade piene di persone senza fissa dimora… Le miserie del nostro tempo dovrebbero farci piangere e noi abbiamo bisogno di piangere. C’è una Messa nella Liturgia cattolica per chiedere il dono delle lacrime. Ma voi, che avete la Madonna “alla mano”, chiedere questo dono. E la preghiera di quella Messa dice così: “O Signore, Tu che hai fatto uscire dalla roccia l’acqua, fa’ che dalla roccia del mio cuore sgorghino le lacrime”. Il cuore di pietra che ha dimenticato come si piange. Per favore, chiediamo la grazia di piangere. Tutti.

E per questo, le lacrime di Maria ci aiutino. È importante che il nostro io non sia chiuso, che sia aperto agli altri, soprattutto al Padre che perdona e ai fratelli. Dobbiamo lasciarci intenerire, commuovere dalle ferite di chi incontriamo lungo il cammino, saper condividere, saper accogliere, saper gioire con chi gioisce e piangere con chi piange.

La vostra Comunità porta proprio questo nome: “Madonna delle Lacrime”. È bello questo! In questo titolo c’è tutta una pastorale: una pastorale della tenerezza, della compassione, della vicinanza. Tenerezza, compassione e vicinanza. Questo è lo stile di Dio. C’è uno stile pastorale che riguarda tutti: i preti, i diaconi, i fedeli laici, i consacrati… Tutti vicini, compassionevoli e teneri. E tutte le età, tutte le stagioni della vita. Tutti dobbiamo sempre imparare da Maria a seguire Gesù, a lasciare che il suo Spirito plasmi i nostri sentimenti, i nostri desideri, i nostri progetti e le nostre azioni secondo il cuore di Dio. Perché, come dice una bella orazione liturgica, «non prevalga in noi il nostro sentimento, ma l’azione del suo Santo Spirito».

Cari amici, vi ringrazio di questa vostra visita! Grazie di averci riportato a meditare sulle lacrime della nostra Madre. Ne abbiamo tanto bisogno! Abbiamo tanto bisogno di piangere. Benedico di cuore tutti voi, le vostre famiglie e la vostra comunità. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

Roma, Sabato 23 Aprile 2022

Un evento da record

Il pellegrinaggio da Papa Francesco previsto per il prossimo 23 aprile si annuncia come un evento epocale per la città di Treviglio. E’ sicuramente l’evento più grande mai realizzato in città. I numeri sono da record:

  • Più di 2.800 partecipanti
  • 4 treni speciali organizzati
  • 6 pacchetti turistici organizzati (2 da agenzie turistiche, 1 da associazione pensionati, 1 dall’oratorio, 1 dalla scuola San Martino, 1 dal gruppo scout)

I prossimi step della macchina organizzativa

A tutti i partecipanti, entro la fine del mese di marzo, sarà inviata una comunicazione via email e tramite messaggio su cellulare con l’indicazione del giorno in cui potranno ritirare i documenti di accreditamento all’udienza papale.

Per agevolare la fase di distribuzione dei materiali i pellegrini saranno suddivisi in gruppi e convocati presso la Sala del Pellegrino, piazza del Santuario all’interno del Chiostro delle Agostiniane, in uno dei seguenti giorni:

  • sabato 2 aprile e domenica 3 aprile dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.30
  • sabato 9 aprile e domenica 10 aprile dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.30
  • mercoledì 6 aprile e venerdì 8 aprile dalle ore 18 alle 20

I Treni del Pellegrino

Ad ogni treno sarà abbinato un colore di riconoscimento:

  • Treno Arancio
  • Treno Bianco
  • Treno Celeste
  • Treno Giallo

I pellegrini riceveranno indicazione del treno a cui sono stati assegnati e su quale carrozza. I posti sulle carrozze saranno liberi. In fase di assegnazione delle carrozze si è cercato di favorire persone con disabilità o con difficoltà motorie. A tutti i pellegrini si raccomanda sia alla partenza che al ritorno la massima puntualità: siamo ancora in attesa che Trenitalia comunichi gli orari definitivi.

Per facilitare il riconoscimento ad ogni pellegrino saranno distribuiti:

  • un foulard con il colore corrispondente al colore del treno assegnato
  • un badge legato a un cordino con le indicazioni relative al numero di carrozza assegnata. Con lo stesso badge di riconoscimento si accederà all’udienza papale

Lo staff di assistenza sarà contraddistinto da un foulard di colore rosso per essere subito riconoscibile.

All’arrivo alla stazione di Roma San Pietro i pellegrini saranno accompagnati in comitiva a piedi alla sala Paolo VI per l’udienza papale. Il tragitto è di circa 1 km.

Si prega i pellegrini di non lasciar nulla sui treni una volta giunti a destinazione.

Durante il pellegrinaggio, e quindi sia durante il tragitto in treno che in Sala Nervi, sarà necessario rispettare le norme vigenti in materia di prevenzione Covid-19: tali prescrizioni prevedono ad oggi uso di mascherina FPP2 e possesso green pass rafforzato per i maggiori di 12 anni.

I treni, essendo di tratta speciale, non hanno un servizio di ristorazione.

La durata del viaggio sarà circa di 4 ore

Pellegrini con gruppi organizzati

I pellegrini che parteciperanno all’udienza papale tramite viaggio organizzato riceveranno tutte le indicazioni e materiali direttamente dagli organizzatori (agenzie viaggi) del pacchetto viaggio.

Pellegrini autonomi

A tutti i pellegrini autonomi sarà distribuito un pass di accesso all’udienza in una delle date sopra elencate.

A chi ha dato un’offerta sarà distribuito anche un gadget.

Ai pellegrini autonomi si richiede di giungere all’aula Paolo VI con almeno 2 ore di anticipo.

È possibile iscriversi all’udienza fino a venerdì 25 marzo, sul sito www.treviglio22.it

Accesso alla Aula Paolo VI

L’aula Paolo VI, o Aula Nervi, è situata in piazza del Sant’Uffizio, affianco alla Basilica di S. Pietro

L’aula ha una capienza di 12mila posti, per l’accesso si richiede un green pass valido secondo le normi vigenti alla data del pellegrinaggio.

Per accedere all’aula tutti i pellegrini dovranno mostrare il badge di accesso che è stato consegnato. Consigliamo di tenerlo sempre ben visibile al collo.

L’udienza papale è in esclusiva per i pellegrini della Madonna delle Lacrime: inizierà alle ore 12 con durata indicativa circa 1 ora.

La dislocazione nell’aula è libera con priorità per le persone con disabilità e per i bambini. Dato il numero di pellegrini e le dimensioni dell’aula tutti i partecipanti avranno comunque una posizione favorevole per vedere e festeggiare il Santo Padre.

Dopo l’udienza

Una volta terminata l’udienza papale, i pellegrini avranno il pomeriggio libero.

Il ritrovo sarà previsto direttamente in stazione: si raccomanda nuovamente la puntualità!

Consigli utili

Potrebbe essere utile portare con sé una bottiglietta d’acqua o qualcosa da mangiare visto che l’udienza papale si svolgerà in un orario di pranzo.

Consigliamo di indossare un abbigliamento comodo visto che si passerà a Roma tutta la giornata.

Quando si è in gruppo, per agevolare il riconoscimento, si consiglia di indossare il foulard in dotazione e di portare al collo il badge.

Domenica 24 aprile

Per tutti i pellegrini che rimarranno a Roma anche domenica 24 aprile, sarà possibile partecipare ad una Messa dedicata alla Madonna delle Lacrime che si terrà alla Chiesa San Carlo al Corso in orario da definire.

La Messa sarà celebrata da don Giovanni Boellis.

Mons. Delpini: “Né indifferenti né rassegnati davanti alla guerra e alle sfide di oggi”

L’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha presieduto questa mattina alle ore 8 la Messa del Miracolo nel Santuario di Treviglio. La celebrazione ricorda il pianto miracoloso dell’affresco della Madonna delle lacrime che convinse il generale francese Lautrec a non distruggere la città di Treviglio il 28 febbraio del 1522. Da quel giorno, esattamente 500 anni fa, l’ultimo giorno di febbraio è festa grande a Treviglio.

L’OMELIA DELL’ARCIVESCOVO MARIO DELPINI

Delpini ha anche celebrato, per tutti i giorni della Novena, la Messa delle ore 6 e la Compieta delle 20.30 in santuario, potendo così vedere la grande partecipazione dei trevigliesi alle funzioni legate alla Madonna delle lacrime. E proprio da questa esperienza ha preso le mosse la sua omelia: «Nel momento del pericolo estremo, – ha detto l’Arcivescovo di Milano immaginando la città del 1522 – la città intera, dal trevigliese più piccolo al più grande, è segnata dall’angoscia. E nel momento della liberazione, della miracolosa salvezza, tutti gli abitanti di Treviglio condividono il sollievo, la gioia, la festa». Nel racconto dei giorni del Miracolo, ha aggiunto, «c’è un’immagine di compattezza e unanimità sorprendentemente inconsueta ai nostri sentimenti. Nella città moderna, infatti, sembra impossibile che tutti condividano gli stessi sentimenti. Siamo abituati a riconoscere la complessità della città, la pluralità delle presenze e, in un certo senso, siamo rassegnati a dare per scontato che alla festa alcuni partecipino e altri siano assenti. Anche l’esperienza straordinaria e vivificante della Novena che abbiamo celebrato con una partecipazione così costante e così numerosa, considera tuttavia piuttosto naturale che molti siano assenti: trevigliesi di antica data e trevigliesi che di recente si sono stabiliti in città, o alcune fasce d’età, o gente che proviene da altri Paesi e che si è stabilita qui per lavorare o per condizioni di vita promettenti. Sono assenti. Dunque, noi siamo tanti, ma non siamo tutti».

Possiamo allora immaginare, ha detto Delpini, «che Maria insieme alla gioia oggi provi anche un po’ di tristezza, perché siamo tanti, ma non tutti. E quanti mancano». Ma la comunità cristiana «esiste per tutti, la missione è destinata a tutti». Dunque, «noi non siamo tutti, ma siamo per tutti. Chiediamo la grazia di non venire meno alla nostra missione che non è conquistare la Terra, ma essere un segno, un messaggio per tutti».

La missione, ha poi sintetizzato, si può esprimere in tre atteggiamenti. «In primo luogo, con l’attrattiva della gioia, il segno più necessario per questo tempo tribolato e perplesso. Gioia che nasce dalla presenza nella nostra comunità del Signore risorto e del suo Spirito. Ciascun cristiano riceve il saluto dell’angelo: “Kaire: rallegrati!”. I cristiani possono svolgere la loro missione perché stupiscono la città con la loro gioia». «Non siamo autorizzati ad essere cristiani tristi».

Il secondo gesto della missione è «lo strazio dell’impotenza. Di fronte all’impotenza della città» nel 1522, «Maria ha pianto. Non ci sono state manifestazioni clamorose o azioni militari o armi potenti. Il popolo ha pregato, Maria ha pianto. La preghiera, come il pianto, sono un modo per esprimere la consapevolezza dell’impotenza». Non si può «essere indifferenti né rassegnati. Davanti alle sfide di oggi, davanti al divampare di un nuovo conflitto sulle terre d’Europa, tra popoli che provengono da tradizioni cristiane, noi proviamo lo strazio dell’impotenza. E di fronte alle sfide di questo tempo, la fragilità educativa, la fragilità delle famiglie, la poca fede del popolo cristiano, siamo presi da un senso di impotenza: cosa possiamo fare?». «Possiamo pregare e piangere: noi non ci rassegniamo mai». Da cristiani, ha aggiunto, «non crediamo di avere ricette risolutive per i problemi di questo tempo, ma non rinunciamo a pregare, mai. Non rinunciamo a cercare strade da percorrere, mai. Non rinunciamo mai a immaginare soluzioni da proporre, mai».

Un terzo tratto della missione per tutti è «l’accompagnamento personale». Ci rivolgiamo «ai fratelli e alle sorelle uno per uno. Non siamo amici delle troppe statistiche. Siamo amici dei nomi, dei volti, ci rivolgiamo alle persone una per una. Gesù non ama i popoli e le categorie, piuttosto ama tutti, uno per uno».

Celebrazione 500 anni Miracolo della Madonna delle Lacrime – 28 febbraio 2022 – Foto Marco Angeri

L’INTERVENTO DEL PREVOSTO MONS. NORBERTO DONGHI

A conclusione della celebrazione ha rivolto il proprio saluto a Delpini e ai trevigliesi anche il parroco di Treviglio, mons. Norberto Donghi: «Siamo la generazione – ha detto – che ha potuto celebrare il cinquecentesimo anniversario del Miracolo. La generazione che ha avuto la responsabilità di celebrarlo come meritava, e speriamo di esserne stati in grado. L’emozione di questo momento è stata preparata dalla nostra Novena, un’occasione di grazia che si ripete ogni anno. Quest’anno, però, anch’essa speciale. Nei suoi contenuti, dalle nostre defigurazioni alla trasfigurazione che Dio predispone e desidera per ciascuno di noi. Nelle presenze, anzitutto quella del nostro Arcivescovo, al quale abbiamo chiesto un grosso sacrificio, che con la sua parola e con il suo modo di pregare e celebrare ci ha testimoniato la profondità e la solidità della sua fede. Grazie, eccellenza. E anche la presenza di altri vescovi lombardi: alcuni di loro sono oggi qui presenti. Vorrei tutti ringraziarli di cuore. Il loro esserci, oggi particolarmente, ci fa cogliere la bellezza della Chiesa, la sua varietà, la sua unità. Un vero e proprio cenacolo dove gli apostoli sono radunati con Maria, in preghiera. E poi il nostro popolo, tutto il nostro popolo. La Novena mette in mostra ogni anno la sua costanza, il valore delle sue tradizioni, la robustezza della sua fede. Grazie cari figli, cari fratelli. Vorrei dire un grazie sincero anche alle tante autorità oggi presenti. E rivolgere un saluto anche a coloro i quali attraverso la televisione o i media hanno pregato insieme con noi oggi e durante tutta la Novena, soprattutto i tanti malati e anziani. Tutti, Maria, ricorriamo a Voi, le Vostre lacrime ci siano sempre di presidio tra i pericoli della vita e nelle angustie di morte, affinché un giorno, restituendoci al Vostro Gesù, possiate dirgli di tutti noi: “Ecco i miei figli, ecco i frutti delle mie lacrime”. Buona festa, e sia festa e pace per tutti».

Mons. Delpini predica alla Novena, presenti anche i vescovi lombardi

Si è tenuta lunedì 31 gennaio nel Santuario Madonna delle lacrime di Treviglio la conferenza stampa di presentazione della Novena del 500enario.

«La Novena e la festa del Miracolo – ha detto mons. Norberto Donghi, parroco della Comunità pastorale Madonna delle Lacrime di Treviglio e Castel Rozzone – non sono eventi soltanto liturgici, ma sono una festa dell’intera città». Tanto che, ha aggiunto, «noto diverse persone che frequentano assiduamente, tutti i giorni, le celebrazioni della Novena, ma non la Messa domenicale. La Novena è “la bella abitudine” che tanti trevigliesi hanno imparato fin da bambini». Secondo il sacerdote, sono tra le 2.500 e le 3mila le persone che, in quei giorni, partecipano ogni giorno alle celebrazioni.

Ogni anno, la predicazione della Novena è affidata a un vescovo. Tra i più illustri, si ricorda mons. Albino Luciani, poi eletto Papa Giovanni Paolo I. «In occasione del 500enario – racconta mons. Donghi – abbiamo osato invitare a predicare l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, che ha accettato con grande generosità».

Tutti i giorni della Novena, quindi, dal 18 al 25 febbraio, mons. Delpini celebrerà la Messa delle ore 6 del mattino, per poi recarsi in Diocesi a Milano per le proprie attività ordinarie. Tornerà a Treviglio per presiedere la Compieta delle 20.30. «Durante la celebrazione serale – anticipa Donghi –, l’Arcivescovo proporrà delle predicazioni più ampie rispetto a quelle del mattino. Affronterà temi spirituali, ma anche politici e di attualità. Sempre nella chiave del ricostruire la speranza, come suggerisce anche il titolo della Novena, che è “Kaire: rallegrati!”». Delpini presiederà anche la Messa della velazione di domenica 27 febbraio e la Messa del Miracolo di lunedì 28.

L’Arcivescovo di Milano presiederà dunque la prima celebrazione del mattino e l’ultima della sera di ogni giorno della Novena. I diversi vescovi della Lombardia, invece, presiederanno le celebrazioni nell’arco della giornata: «Perché il Miracolo di Treviglio – rileva Donghi – travalica i confini cittadini e anche diocesani».

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per presentare il nuovo calice (dettagli in allegato), la casula e i lezionari artistici realizzati per il 500esimo anniversario del Miracolo della Madonna delle lacrime.

Mons. Delpini
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